Postato da su Set 2, 2013

Cosa prova un Autistico

 

Se fai parte della famiglia di un bambino o un ragazzo autistico, se sei un professionista del settore o se soltanto una volta ti sei imbattuto in questa sconosciuta realtà, non avrai potuto non chiederti: “cosa prova? perché fa così? cosa pensa o sente?”

Grazie ad un video che mi ha segnalato una mia cara amica Neuropsichiatra infantile, ora ho un’idea di cosa prova una persona con autismo, ora possiamo dare un piccolo sguardo dal di dentro.

 

 

E’ la storia di Carly Fleischmann, bambina canadese alla quale è stato diagnosticato, all’età di 2 anni, un disturbo dello spettro autistico con conseguente ritardo nello sviluppo. Da lì è cominciato il percorso che conoscete bene, fatto di medici, terapia, attività per vedere anche solo un piccolo miglioramento in Carly, per vederla crescere e, magari, sentirla parlare.

Poi un giorno Carly si trova davanti a un computer e comincia a scrivere, spinta dal suo bisogno di comunicare che….ha mal di denti! E da lì si apre il suo mondo verso l’esterno, attraverso le parole, scritte in modo sorprendente e autonomo, sulla tastiera di un computer.

Carly aiuta i suoi genitori e i suoi terapisti a capirla, ma apre le porte anche ad altri bambini e adolescenti autistici e alle loro famiglie, spiegando finalmente come appare il mondo agli occhi di un autistico.

Non voglio commentare oltre. Guardate il video. Ho tradotto per voi le parole che scrive Carly durante il filmato, nel caso qualcuno non familiarizzasse con l’inglese. Spero possa essere utile.

“Voi non sapete cosa si prova ad essere me, quando non riesci a rimanere seduta ferma perché le tue gambe vanno a fuoco, o senti come se centinaia di formiche ti stiano camminando sulle braccia”
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“La gente mi guarda e pensa che sono stupida perché non posso parlare”
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“è difficile essere autistica perché nessuno mi capisce. Cosa voglio? Voglio essere come ogni altro bambino. Ma non posso. Perché io sono Carly”
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“Sono autistica, ma non è ciò che sono. Prenditi il tempo per conoscermi, prima di giudicarmi. Sono carina, divertente e amo divertirmi.”

Quando viene chiesto a Carly il motivo di alcuni suoi atteggiamenti, come quello di sbattere la testa a terra, lei risponde

” Perché se non lo faccio sento come se il mio corpo stesse per esplodere. E’ proprio come quando agiti una lattina di Coca. Se potessi smettere lo farei, ma non è come spegnere un interruttore. Io so ciò che è giusto e sbagliato ma è come avere un fuoco con il mio cervello sopra”
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“Vorrei poter andare a scuola con i bambini normali, ma senza che loro si infastidiscano o si spaventino se io colpisco un tavolo o grido”

E quando il suo terapista le chiede il perché gli autistici fanno cose come coprirsi le orecchie, battere le mani, dondolare ecc., Carly scrive

“E’ un modo per noi di soffocare tutti gli input sensoriali che ci sovraccaricano in una sola volta. Noi creiamo output per bloccare gli input”
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“I nostri cervelli sono cablati in modo diverso. Noi captiamo molti suoni e conversazioni in una sola volta. Io prendo più di mille immagini del volto di una persona quando la osservo. Ecco perché abbiamo difficoltà a guardare le persone”

 

Al termine del servizio, viene chiesto al papà di Carly, quale frase, tra quelle che sua figlia gli ha comunicato, l’ha toccato di più. Commosso il papà racconta le parole di Carly:

“Non sono mai stata nel mio corpo. Spero un giorno di poter essere nel mio corpo”

Questo è ciò che mi spinge a praticare Yoga con i miei giovani studenti autistici: dar loro la possibilità di essere CONNESSI al loro corpo, di poterlo sentire come un tutt’uno, di potersi sentire finalmente UNITI.

 

Se vuoi saperne di più su Carly Fleischmann e la sua storia:

Facebook di Carly https://www.facebook.com/carlysvoice?ref=ts&fref=ts

Sito web http://www.carlyscafe.com dove potrai trovare il link anche al libro che ha scritto con il suo papà: http://carlysvoice.com

 

 

 

 

 

 

10 Commenti

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  1. Gennaro Lombardi

    LA SPERANZA! LA SPERANZA , CHE UN GIORNO POSSA FINIRE QUESTA SOFFERENZA COSI’ ATROCE.REGALANDOCI COSI’ UNA INFINITA’ DEI TUOI SORRISI. UN CALOROSO FORTISSIMO ABBRACCIO.

    • Ylenia Malti

      Grazie Gennaro. Possiamo fare tanto per capire i nostri ragazzi, possiamo aiutarli a vivere con più serenità e più sorrisi!
      L’autismo è orribile, ma io sono certa che un bambino autistico possa comunque essere felice.
      un grandissimo abbraccio a te!

  2. debora

    sono disperata mamma di una bambina autistica di 10 anni abbandonata dale istisuzioni non fà più terapia in una scuola specialistica

  3. Viola

    Grazie Ylenia per aver condiviso questo
    Video e queste parole che non possono
    non toccare chiunque abbia capito cosa
    voglia dire essere “fuori” dal proprio corpo
    solo dopo aver incontrato lo yoga.
    Sono un’insegnante di yoga per bambini e la
    tua esperienza è davvero di ispirazione.
    Viola

  4. mimosa

    anche io ho un meraviglioso figlio ed ina figlia che hanno problematiche simili all’autismo, ma il massimo che hanno avuto e’ di essre impottiti di neurolettici. Mi sento cosi’ sola ed impotente..
    Che possiamo fare?

    • Ylenia Malti

      Ciao a te e ai tuoi ragazzi che, nonostante i loro problemi, saranno sicuramente fantastici.
      C’è sempre qualcosa che si può fare e c’è sempre qualcuno pronto a darci una mano….magari a volte la stanchezza e la tristezza non ci permettono di essere positive.
      Dove vivi? Non fanno alcuna terapia i tuoi ragazzi? Sicuramente si può fare molto di più che riempirli di farmaci. Dacci maggiori informazioni, qui sul blog o, se preferisci, in privato: ylenia.malti@gmail.com

  5. ritabravi

    Io sono una mamma che ho un figlio srdo dalla nascita,e ho dovuto smettere di lavorare x stare con lui. Adesso a 39 anni e lo cura il neuropsichiatra. Ma fino a 6 anni non parlava era come un’animaletto, faceva versi fdisici come vedeva con gli occhi, non conosceva pericoli, con maestre di sostegno a scuola e a casa , giuro che e’ molto dura, sono caduta in depressione . Io comprendo tutti i genitori con figli diversamente abili. Io abito a 20 metri da quel bambino autistico accoltellato dalla mamma. Io non condanno la mamma, anzi sono con lei

    • Ylenia Malti

      Salve Rita, apprezzo la tua sincerità. Io posso solo immaginare quello che vivi e hai vissuto per la situazione di tuo figlio e spero di cuore che sia tu che lui abbiate trovato una vostra serenità.
      Nel mio cammino professionale ho incontrate alcune famuglie distrutte dal dolore e tante che sono riuscite a creare una nuova felicità. Quelle mamme e quei papà mi hanno insegnato che si può vivere bene nonostante la disabilità, andando oltre la rabbia e la frustrazione.
      Non siamo qui per condannare, ma credo fermamente che nessuno debba arrecarsi il diritto di stroncare una vita. Il compito di una madre è amare in modo incondizionato.